L'articolo seguente tratta di una nota bevanda di Torino, il Bicerin. Vorrei attirare la vostra attenzione sui locali citati e descritti nell'articolo. Per i torinesi questi luoghi sono molto noti e leggendo le descrizioni della pasticceria Delacroix nel libro A neve ferma è facile riconoscere a quali posti si è ispirata per descrivere la pasticceria. Provate a indovinare a quali?
Approfondimento: alcuni locali citati nell'articolo hanno anche un'importanza dal punto di vista storico per la città di Torino, perché? Vi invitiamo a fare una breve ricerca su internet. Quello che scoprirete lo discuteremo in classe.
Caffe' Mulassano, piazza Castello 15, dove è nato il tramezzino. L’invenzione del tramezzino si deve ad Angela Demichelis e al marito Onorino Nebiolo, due torinesi espatriati in America che, in ritorno nella loro città natale nel 1925, acquistarono il locale che la famiglia Mulassano aveva messo in vendita. I due coniugi cercarono di dare una “botta di vita” al locale introducendo nuove proposte per l’aperitivo: dapprima i toast (dall’America avevano portato una macchina per tostare il pane), successivamente le stesse fette di pane non tostato farcite in vario modo. E fu questa la formula vincente ed apprezzatissima che diventò presto una proposta per pranzo. Il copyright del nome tramezzino spetta a Gabriele D’Annunzio, che inventò il termine per sostituire l’inglese sandwich. L'ho trovato questo pezzo di storia qui: http://www.tastingtheworld.it/caffe-mulassano-a-torino-dove-nato-il-tramezzino/1997/
Ma anche c'e questo website in cui si puo trovare un caffe' iniziato nel 1476! http://www.localistorici.it/it/Schede/list/tipo/locali-storici
Siamo giunti quasi al termine di questo corso e con esso e` giunto anche il termine della lettura del libro A neve ferma. Abbiamo ormai sentito parlare di Artusi piu` e piu` volte nel corso del libro, e` giunto quindi il momento di scoprere un po' di piu` di questo personaggio e delle sue ricette.
Pellegrino Artusi e la storia della gastronomia italiana
Aprire un ricettario, il più delle volte, equivale a seguire una ricetta, preparare il piatto e mangiarlo. Ma non quando si parla del manuale "La Scienza in Cucina e l’arte di mangiar bene". Un insieme di racconti e storie vissute personalmente dall’autore che ci riportano indietro nel tempo e ci regalano un’idea totalmente diversa di ricettario. Nell’800 la cucina non era sicuramente considerata un’arte da coltivare e ammirare. Il grande poeta Lorenzo Stecchetti in una lettera indirizzata all’Artusi scrive: "Perché quel che soddisfa gli altri sensi, musica, pittura, ecc… si dice arte, si ritiene cosa nobile, ed ignobile invece quel che soddisfa il gusto? Perché chi gode vedendo un bel quadro o sentendo una bella sinfonia è reputato superiore a chi gode mangiando un’ eccellente vivanda? Anche in arte una discussione sul cucinare l’anguilla, vale una dissertazione sul sorriso di Beatrice [...] Non si vive di solo pane, è vero; ci vuole anche il companatico; e l’arte di renderlo più economico, più sapido, più sano, lo dico e lo sostengo, è vera arte! Riabilitiamo il senso del gusto e non vergogniamoci di soddisfarlo onestamente, ma il meglio che si può, come ella ce ne dà i precetti”. Pellegrino nasce nel 1821 a Forlimpopoli. La prima edizione del libro fu pubblicata nel 1891 dal tipografo Salvatore Landi. Dapprima vi fu una grande diffidenza nei confronti del manoscritto, mentre in seguito fu richiesto da tutti e osannato come fosse un testo sacro. Ad oggi si contano più di 100 edizioni pubblicate! Le ricette sono molto variegate e semplici nell’esecuzione. Si consiglia in particolar modo l’utilizzo di ingredienti freschi e economici. Leggendo il manuale si ha l'impressione di essere trasportati nella fantastica tradizione gastronomica italiana, ogni giorno un piatto nuovo e originale. Il nostro caro Artusi si rivolge soprattutto alle donne di casa abituate a ricette distaccate dal piatto e dal lettore e stanche di cucinare pietanze pretenziose e complicate. Pellegrino vuole comunicare direttamente con loro, consigliare il modo giusto della preparazione, rincuorarle in caso di fallimento, e creare un rapporto confidenziale tramite un linguaggio informale. I piatti provengono da ogni parte d’Italia (viaggiando molto è venuto a conoscenza di svariate tradizioni gastronomiche) e spaziano dalle anguille alla fiorentina all’anatra domestica; da salse di ogni tipo a conserve fatte in casa. Insomma, si tratta proprio di un manuale pratico e completo. Ogni cosa che immagini di cucinare, anche quella più assurda, la puoi trovare in queste pagine! Il segreto è la semplicità e la genuinità. L’Artusi stesso dice: "Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario, per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo; basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, ché questa vi farà figurare”. tratto da: http://www.agoravox.it/Pellegrino-Artusi-e-la-storia.html
VOLETE SCOPRIRE QUALCHE DELIZIOSA RICETTA originale dell'Artusi? Non mancate a lezione, ne vedremo delle belle!
Pellegrino Artusi è ancora attuale? Questa la domanda postami la scorsa settimana durante la lezione del 17 giugno e come promesso, ecco la mia risposta! Buona lettura e visione...
In Italia esiste una relatà che si chiama Casa Artusi. Non è un semlice ristorante, è molto di più... vi invito ad esplorare il sito internet e a capire cosa c'è dietro l'idea di un progetto a mio parere interessante ed ambizioso: http://www.casartusi.it/it
Se volete invece capire come è ancora possibile realizzare una ricetta seguendo le istruzioni di Pellegrino Artusi, potete vedere il video in cui Andrea Banfi, chef del ristorante Casa Artusi illustra la ricetta n. 452, lo sformato di funghi:
Grazie Nadia! è molto interessante il link che ci hai mandato. Ho sbirciato sul sito e ho scoperto e in questo periodo si tiene addirittura una festa artusiana con un menù speciale, degustazioni e visite guidate. Se per caso doveste capitare a Forlimpopoli, godetevi questa particolarità culinaria.
A prova del fatto che Artusi continua a rimanere attuale anche nei giorni nostri, ecco un breve video di un cuoco italiano e collaboratore della Casartusi che racconta delle attività di recupero della cucina popolare.
L'articolo seguente tratta di una nota bevanda di Torino, il Bicerin. Vorrei attirare la vostra attenzione sui locali citati e descritti nell'articolo. Per i torinesi questi luoghi sono molto noti e leggendo le descrizioni della pasticceria Delacroix nel libro A neve ferma è facile riconoscere a quali posti si è ispirata per descrivere la pasticceria.
RispondiEliminaProvate a indovinare a quali?
Approfondimento: alcuni locali citati nell'articolo hanno anche un'importanza dal punto di vista storico per la città di Torino, perché?
Vi invitiamo a fare una breve ricerca su internet. Quello che scoprirete lo discuteremo in classe.
http://www.lastampa.it/2014/03/17/societa/cucina/reportage/a-tavola/recensione/ecco-il-bicerin-un-brivido-caldo-che-sa-di-torino-KKVWzfBlA0RnAu7gUC7PTK/pagina.html
Caffe' Mulassano, piazza Castello 15, dove è nato il tramezzino. L’invenzione del tramezzino si deve ad Angela Demichelis e al marito Onorino Nebiolo, due torinesi espatriati in America che, in ritorno nella loro città natale nel 1925, acquistarono il locale che la famiglia Mulassano aveva messo in vendita. I due coniugi cercarono di dare una “botta di vita” al locale introducendo nuove proposte per l’aperitivo: dapprima i toast (dall’America avevano portato una macchina per tostare il pane), successivamente le stesse fette di pane non tostato farcite in vario modo. E fu questa la formula vincente ed apprezzatissima che diventò presto una proposta per pranzo. Il copyright del nome tramezzino spetta a Gabriele D’Annunzio, che inventò il termine per sostituire l’inglese sandwich.
EliminaL'ho trovato questo pezzo di storia qui: http://www.tastingtheworld.it/caffe-mulassano-a-torino-dove-nato-il-tramezzino/1997/
Ma anche c'e questo website in cui si puo trovare un caffe' iniziato nel 1476!
http://www.localistorici.it/it/Schede/list/tipo/locali-storici
Una curiosità storica e golosa... Buona lettura!
RispondiEliminahttp://www.lastampa.it/2014/02/28/societa/addio-al-ristorante-che-cre-lossessione-del-tiramis-coTxZGtNLvo38WCpHf2KRK/pagina.html
Due begli articoli interessanti...qui ci sarebbe da sbizzarrirsi con le ricerche.
RispondiEliminaIl Museo di Torino sarà guidato da un ex cervello in fuga:
RispondiEliminahttp://www.repubblica.it/cultura/2014/02/22/news/christian_greco_guider_a_39_anni_il_museo_egizio_di_torino-79340856/
Lentezza della lettura ovvero l'elogio del libro nei media
RispondiEliminahttp://torino.repubblica.it/cronaca/2014/05/08/news/salone_le_tiv_rimedino_ai_danni_investendo_sui_libri-85555501/
Siamo giunti quasi al termine di questo corso e con esso e` giunto anche il termine della lettura del libro A neve ferma. Abbiamo ormai sentito parlare di Artusi piu` e piu` volte nel corso del libro, e` giunto quindi il momento di scoprere un po' di piu` di questo personaggio e delle sue ricette.
RispondiEliminaPellegrino Artusi e la storia della gastronomia italiana
Aprire un ricettario, il più delle volte, equivale a seguire una ricetta, preparare il piatto e mangiarlo. Ma non quando si parla del manuale "La Scienza in Cucina e l’arte di mangiar bene". Un insieme di racconti e storie vissute personalmente dall’autore che ci riportano indietro nel tempo e ci regalano un’idea totalmente diversa di ricettario.
Nell’800 la cucina non era sicuramente considerata un’arte da coltivare e ammirare. Il grande poeta Lorenzo Stecchetti in una lettera indirizzata all’Artusi scrive:
"Perché quel che soddisfa gli altri sensi, musica, pittura, ecc… si dice arte, si ritiene cosa nobile, ed ignobile invece quel che soddisfa il gusto? Perché chi gode vedendo un bel quadro o sentendo una bella sinfonia è reputato superiore a chi gode mangiando un’ eccellente vivanda? Anche in arte una discussione sul cucinare l’anguilla, vale una dissertazione sul sorriso di Beatrice [...] Non si vive di solo pane, è vero; ci vuole anche il companatico; e l’arte di renderlo più economico, più sapido, più sano, lo dico e lo sostengo, è vera arte! Riabilitiamo il senso del gusto e non vergogniamoci di soddisfarlo onestamente, ma il meglio che si può, come ella ce ne dà i precetti”.
Pellegrino nasce nel 1821 a Forlimpopoli. La prima edizione del libro fu pubblicata nel 1891 dal tipografo Salvatore Landi. Dapprima vi fu una grande diffidenza nei confronti del manoscritto, mentre in seguito fu richiesto da tutti e osannato come fosse un testo sacro. Ad oggi si contano più di 100 edizioni pubblicate! Le ricette sono molto variegate e semplici nell’esecuzione. Si consiglia in particolar modo l’utilizzo di ingredienti freschi e economici.
Leggendo il manuale si ha l'impressione di essere trasportati nella fantastica tradizione gastronomica italiana, ogni giorno un piatto nuovo e originale. Il nostro caro Artusi si rivolge soprattutto alle donne di casa abituate a ricette distaccate dal piatto e dal lettore e stanche di cucinare pietanze pretenziose e complicate. Pellegrino vuole comunicare direttamente con loro, consigliare il modo giusto della preparazione, rincuorarle in caso di fallimento, e creare un rapporto confidenziale tramite un linguaggio informale.
I piatti provengono da ogni parte d’Italia (viaggiando molto è venuto a conoscenza di svariate tradizioni gastronomiche) e spaziano dalle anguille alla fiorentina all’anatra domestica; da salse di ogni tipo a conserve fatte in casa. Insomma, si tratta proprio di un manuale pratico e completo. Ogni cosa che immagini di cucinare, anche quella più assurda, la puoi trovare in queste pagine! Il segreto è la semplicità e la genuinità.
L’Artusi stesso dice: "Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario, per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo; basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, ché questa vi farà figurare”.
tratto da: http://www.agoravox.it/Pellegrino-Artusi-e-la-storia.html
VOLETE SCOPRIRE QUALCHE DELIZIOSA RICETTA originale dell'Artusi? Non mancate a lezione, ne vedremo delle belle!
Pellegrino Artusi è ancora attuale?
RispondiEliminaQuesta la domanda postami la scorsa settimana durante la lezione del 17 giugno e come promesso, ecco la mia risposta! Buona lettura e visione...
In Italia esiste una relatà che si chiama Casa Artusi. Non è un semlice ristorante, è molto di più... vi invito ad esplorare il sito internet e a capire cosa c'è dietro l'idea di un progetto a mio parere interessante ed ambizioso: http://www.casartusi.it/it
Se volete invece capire come è ancora possibile realizzare una ricetta seguendo le istruzioni di Pellegrino Artusi, potete vedere il video in cui Andrea Banfi, chef del ristorante Casa Artusi illustra la ricetta n. 452, lo sformato di funghi:
https://www.youtube.com/watch?v=kJWP5WcV89Y
Buon divertimento!
Grazie Nadia! è molto interessante il link che ci hai mandato. Ho sbirciato sul sito e ho scoperto e in questo periodo si tiene addirittura una festa artusiana con un menù speciale, degustazioni e visite guidate.
RispondiEliminaSe per caso doveste capitare a Forlimpopoli, godetevi questa particolarità culinaria.
Buona domenica a tutti!
A prova del fatto che Artusi continua a rimanere attuale anche nei giorni nostri, ecco un breve video di un cuoco italiano e collaboratore della Casartusi che racconta delle attività di recupero della cucina popolare.
RispondiEliminahttp://www.treccani.it/webtv/videos/Itin_donpasta.html