Anglicismi: quando nei giornali italiani, mancano le parole italiane. Ecco qui un articolo che ho trovato su Miuccia Prada per un'attivita' con un'altra classe. Come spesso accade, negli articoli italiani compaiono termini in inglese. In questo caso ce ne sono solo tre, ma potevano essere decisamente evitati. Che ne pensate di questo fenomeno? Secondo voi perché se ne fa cosi tanto uso? Ecco l'articolo: Prada, storia di un marchio (e di un matrimonio) http://www2.stile.it/articolo/prada/
Se volete potete postare altri articoli in cui parole in italiano vengono tradotte in inglese.
Grazie ad Elise, che nella pagina dei neologismi ha citato la parola "emoticon", ho riflettuto che proprio questa parola è un anglicismo usatissimo e al qual si correlano tanti altri anglicismi. Vi invito a leggere il seguente articolo:
Un po' di meteo aspettando il caldo! Oggi pensavo ai numerosi anglicismi introdotti negli ultimi anni nella lingua italiana e ho pensato al meteo. Ecco un esempio che risale all'anno scorso, ma sempre attuale: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/07/12/Ancora-flash-storm-pomeridiani-serali-fulmini-spettacolari_9012114.html
Visto che parliamo de meteo, avete visto le immagini della nevicata in Piemonte e Valle d'Aosta? Hanno avuto oltre 2.5 METRI di neve. Leggete l'articolo e sopratutto guardate le foto:
Non è precisamente il posto giusto. Ma volevo scrivere di "surname" e "soprannome".
L’altro ieri ho sentito uno straniero usare la parola “surname” in inglese per dire “last name” e ho pensato subito alla parola “soprannome”. Ovviamente sono derivate dalla stessa radice. Mi sono incuriosito perché in italiano la parola “soprannome” non ha lo stesso significato, almeno comunemente. Ancora non so il perché’, ma ho scoperto che secondo Treccani, almeno una volta, significava “cognome”. Per esempio, vedete questa frase di Boccaccio: gli era de’ Grimaldi caduto il sopranome….” Sicuramente a quei tempi non aggiungevano sempre il nome di famiglia. Usavano anche il nome del luogo di origine o altro distintivo. Insomma, un soprannome. Per parte sua, la parola “cognome”, almeno una volta, aveva anche il significato di appellativo.
Oggi ho trovato questo articolo/opinione molto interessante sul sito INTERNAZIONALE. L'autrice racconta un po' cosa succede a mischiare Italiano-inglese etc. Buona lettura http://www.internazionale.it/opinioni/annamaria-testa/2014/04/15/itanglese-e-italiano/
Parliamo di nuovo degli anglicismi, le parole provenienti dall'inglese. Molti sono entrati nell'uso comune, tant'è che ormai le parole come "weekend", "sport", "film" o "water" non vengono più percepite come estranee (e straniere). Anzi, la loro traduzione in italiano risulterebbe in alcuni casi persino inappropriata e in altri, la traduzione italiana nemmeno esiste. Mentre da una parte è giusto che una lingua moderna si arricchisca incorporando anche le espressioni straniere (d'altronde anche le altre lingue contano un numero considerevole dei termini provenienti dall'italiano) non bisogna però oltrepassare il giusto limite sfociando nell'abuso e placando il desiderio di sentirsi moderni a tutti i costi. L'eccesso degli anglicismi, soprattutto nei media, genera le frasi insopportabili di questo tipo: "Il premier durante la question time insieme al ministro del welfare ha esortato trovare soluzioni bipartisan sulla devolution."
Gli anglicismi stanno penetrando anche nel linguaggio politico. E il nostro neopremier ne fa largo uso (o abuso?)
Ecco un interessante video sugli anglicismi in politica:
Gli anglicismi stanno penetrando dappertutto, e anche se penso che sia una realità inevitabile, sono convinta che non è una buona tendenza moderna. Offro qualche esempio: 1) spettacolo a Milano sul Expo 2015, hanno fatto IL COUNTDOWN. 2) Pier Carlo Padoan, Ministro della Economia e delle Finanze del governo Renzi (04/05/2014 intervista) ha parlato di UNO SLOGAN, ALLO STANDARD e SPENDING REVIEW? 3) La TOP MODEL Elisa D'Ospino ha Il LOOK CURVY (pronunziato "coorvy".
Senza troppo sforzo, ho scritto questo elenco: DESIGN, GADGET, COMPUTER, TABLET, SPORT, BRAND, BRUNCH, MINI-JOB, SNOB, WATER, FAR-WEST, MYSTERY, PRIVACY, TIME-OUT, STALKER, STEP, OUTSIDER, BESTSELLER, FREE-LANCE...
Dovranno accettare ? Non lo so, ma almeno a me sembra una valanga dall'inglese che dovrebbe essere controllata.
Anglicismi: quando nei giornali italiani, mancano le parole italiane.
RispondiEliminaEcco qui un articolo che ho trovato su Miuccia Prada per un'attivita' con un'altra classe. Come spesso accade, negli articoli italiani compaiono termini in inglese. In questo caso ce ne sono solo tre, ma potevano essere decisamente evitati. Che ne pensate di questo fenomeno? Secondo voi perché se ne fa cosi tanto uso?
Ecco l'articolo: Prada, storia di un marchio (e di un matrimonio)
http://www2.stile.it/articolo/prada/
Se volete potete postare altri articoli in cui parole in italiano vengono tradotte in inglese.
Quando si cerca hip-hop a Milano, si trovano gli anglicismi . . .
RispondiEliminahttp://archiviostorico.corriere.it/2014/gennaio/29/balla_ritmo_hip_hop_vm_0_20140129_6e213f36-88b5-11e3-be3f-6b4df055272e.shtml
Grazie ad Elise, che nella pagina dei neologismi ha citato la parola "emoticon", ho riflettuto che proprio questa parola è un anglicismo usatissimo e al qual si correlano tanti altri anglicismi. Vi invito a leggere il seguente articolo:
RispondiEliminahttp://www.newsletterdisociologia.unito.it/index.php?option=com_content&view=article&catid=44%3Aprofessione-studente&id=436%3Aemoticon-come-le-faccine-hanno-cambiato-la-comunicazione-digitale&Itemid=83
Un po' di meteo aspettando il caldo!
RispondiEliminaOggi pensavo ai numerosi anglicismi introdotti negli ultimi anni nella lingua italiana e ho pensato al meteo. Ecco un esempio che risale all'anno scorso, ma sempre attuale: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/07/12/Ancora-flash-storm-pomeridiani-serali-fulmini-spettacolari_9012114.html
Visto che parliamo de meteo, avete visto le immagini della nevicata in Piemonte e Valle d'Aosta? Hanno avuto oltre 2.5 METRI di neve. Leggete l'articolo e sopratutto guardate le foto:
Eliminahttp://torino.repubblica.it/cronaca/2014/03/07/news/neve_record_in_montagna_non_accadeva_da_30_anni-80452180/
Paragonate con le nostre nevicate quest'inverno, le nostre sono un bel niente!
Grazie Neil! Hai ragione, quest'anno da quelle parti gli amanti dello sci si sono sbizzarriti!
RispondiEliminaFesta del papa' e anglicismi: http://napoli.repubblica.it/dettaglio-news/15:37/4475968
RispondiEliminaNon è precisamente il posto giusto. Ma volevo scrivere di "surname" e "soprannome".
RispondiEliminaL’altro ieri ho sentito uno straniero usare la parola “surname” in inglese per dire “last name” e ho pensato subito alla parola “soprannome”. Ovviamente sono derivate dalla stessa radice. Mi sono incuriosito perché in italiano la parola “soprannome” non ha lo stesso significato, almeno comunemente. Ancora non so il perché’, ma ho scoperto che secondo Treccani, almeno una volta, significava “cognome”. Per esempio, vedete questa frase di Boccaccio: gli era de’ Grimaldi caduto il sopranome….” Sicuramente a quei tempi non aggiungevano sempre il nome di famiglia. Usavano anche il nome del luogo di origine o altro distintivo. Insomma, un soprannome. Per parte sua, la parola “cognome”, almeno una volta, aveva anche il significato di appellativo.
Captiamo l'esempio di stasera: "l'e-book" è un anglicismo.
RispondiEliminaOggi ho trovato questo articolo/opinione molto interessante sul sito INTERNAZIONALE. L'autrice racconta un po' cosa succede a mischiare Italiano-inglese etc. Buona lettura
RispondiEliminahttp://www.internazionale.it/opinioni/annamaria-testa/2014/04/15/itanglese-e-italiano/
Il mio Anglicismo preferito: il BOOM economico, e SBOOM Economico.
RispondiEliminaParliamo di nuovo degli anglicismi, le parole provenienti dall'inglese. Molti sono entrati nell'uso comune, tant'è che ormai le parole come "weekend", "sport", "film" o "water" non vengono più percepite come estranee (e straniere). Anzi, la loro traduzione in italiano risulterebbe in alcuni casi persino inappropriata e in altri, la traduzione italiana nemmeno esiste.
RispondiEliminaMentre da una parte è giusto che una lingua moderna si arricchisca incorporando anche le espressioni straniere (d'altronde anche le altre lingue contano un numero considerevole dei termini provenienti dall'italiano) non bisogna però oltrepassare il giusto limite sfociando nell'abuso e placando il desiderio di sentirsi moderni a tutti i costi. L'eccesso degli anglicismi, soprattutto nei media, genera le frasi insopportabili di questo tipo:
"Il premier durante la question time insieme al ministro del welfare ha esortato trovare soluzioni bipartisan sulla devolution."
Gli anglicismi stanno penetrando anche nel linguaggio politico. E il nostro neopremier ne fa largo uso (o abuso?)
Ecco un interessante video sugli anglicismi in politica:
https://www.youtube.com/watch?v=fMRwgeI6q5I
Gli anglicismi stanno penetrando dappertutto, e anche se penso che sia una realità inevitabile, sono convinta che non è una buona tendenza moderna. Offro qualche esempio: 1) spettacolo a Milano sul Expo 2015, hanno fatto IL COUNTDOWN. 2) Pier Carlo Padoan, Ministro della Economia e delle Finanze del governo Renzi (04/05/2014 intervista) ha parlato di UNO SLOGAN, ALLO STANDARD e SPENDING REVIEW? 3) La TOP MODEL Elisa D'Ospino ha Il LOOK CURVY (pronunziato "coorvy".
EliminaSenza troppo sforzo, ho scritto questo elenco: DESIGN, GADGET, COMPUTER, TABLET, SPORT, BRAND, BRUNCH, MINI-JOB, SNOB, WATER, FAR-WEST, MYSTERY, PRIVACY, TIME-OUT, STALKER, STEP, OUTSIDER, BESTSELLER, FREE-LANCE...
Dovranno accettare ? Non lo so, ma almeno a me sembra una valanga dall'inglese che dovrebbe essere controllata.
Ciao a tutti,
Elena